Recupero dei sentieri e un piano di mobilità interna grazie alla tassa di soggiorno. Il Consiglio comunale ha approvato il piano di utilizzo fondi provenienti dall’imposta introdotta ad inizio 2013 dall’amministrazione Mascolo. E l’obiettivo primario è quello di valorizzare l’offerta turistica della cittadina dei Lattari, sfruttando al meglio le potenzialità rappresentate dalla sentieristica. A tal proposito, verranno potenziati i servizi di manutenzione e pulizia del Sentiero degli Dèi (nel tratto di competenza agerolese) e delle altre ricchezze naturalistiche locali. Ma nella delibera presentata da Tommaso Naclerio, consigliere delegato al Turismo, c’è spazio anche per la realizzazione di un piano di mobilità interna. Si pensa infatti all’istituzione di un sistema di trasporti gestito dal Comune, in modo da collegare le varie frazioni agerolesi. Il servizio dovrebbe partire già a giugno, utilizzando gli scuolabus fermi nel periodo estivo. “Data la naturale vocazione del territorio, i sentieri rappresentano un patrimonio di notevole importanza – afferma Naclerio -, in quanto volano del turismo escursionistico/naturalistico capace di promuovere e valorizzare le aree montane, che risentono notevolmente dello sviluppo pressante delle aree costiere. Per quanto riguarda invece il piano di mobilità interna – continua -, un paese a vocazione turistica come Agerola non può prescindere dalla soluzione di questo problema, che condiziona pesantemente la vita quotidiana dei residenti e gli spostamenti dei turisti”. Parte dei fondi provenienti dalla tassa di soggiorno saranno così impiegati anche per ridurre il traffico veicolare per gli spostamenti brevi all’interno del paese. Ma non sono queste le uniche novità. Nel piano di utilizzo fondi, infatti, sono previsti anche altri progetti come il miglioramento della qualità ambientale, l’informazione turistica e l’organizzazione di spettacoli ed eventi turistici legati alla tradizione del territorio. Quella che sta per iniziare, intanto, sarà la prima estate dall’introduzione della tassa di soggiorno, entrata in vigore il primo gennaio scorso. Il versamento di un euro dovrà essere effettuato entro il giorno 10 del mese successivo al periodo al quale fanno riferimento le presenze, che verranno comunicate entro lo stesso termine. Il provvedimento interessa non solo hoter lussuosi e alberghi, ma anche B&B e case vacanza.
FRANCESCO FUSCO IL GAZZETTINO VESUVIANO
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INSERITO DA KATIA PERROTTA
INSERITO
DA MICHELE PAPPACODA ALBANELLA. La testimonianza della moglie di Mario Cosimo Marsico (a sinistra nella foto), imputato insieme a Halimi Radouane (a destra) per il duplice delitto di Albanella,
ha caratterizzato l’istruttoria dibattimentale del processo per l’omicidio di Armando Tomasino e Maria Francesca Lamberti, nel corso della terza udienza che si è tenuta, stamattina, in Corte
d’Assise a Salerno. A sfilare davanti ai giudici cinque testimoni, tra i quali anche le due figlie della moglie di Marsico, che hanno risposto alle domande del pm della Procura salernitana, Maria
Chiara Minerva, titolare dell’inchiesta insieme al pm Rosa Volpe, e degli avvocati della difesa. Un racconto dettagliato quello della donna e delle sue figlie che avrebbero confermato la presenza
di Mario Cosimo Marsico, a Capaccio, per l’intero pomeriggio del 2 gennaio e soprattutto nel lasso temporale durante il quale si è consumato l’omicidio. Ripercorsi, passo dopo passo, tutti gli
avvenimenti della giornata. Marsico e Halimi (assistiti rispettivamente dagli avvocati Vincenzo De Luca e Gerardo Cembalo e Vincenzo Luciano), sono accusati di omicidio premeditato con
l’aggravante dei futili motivi e della crudeltà con la quale avrebbero infierito sulle loro vittime. Di fatto, il 45enne rigattiere capaccese si è sempre professato innocente dichiarando che, nel
momento in cui avveniva l'efferato delitto, si trovava a chilometri di distanza dalla contrada Fravita, in giro per Capaccio o presso la sua abitazione in via Fornilli, dove viveva con la
consorte. “Molte delle dichiarazioni rese oggi dalla moglie del mio assistito e dalle due figlie sono supportate da riscontri oggettivi ma c’è ancora altro da verificare”, ha spiegato il legale
di Marsico, l’avv. De Luca, il quale, in fase istruttoria, aveva già richiesto l’acquisizione dei tabulati telefonici e delle immagini del sistema di videosorveglianza, attivo sul territorio
comunale di Capaccio, per dimostrare che Marsico non avrebbe lasciato il comprensorio comunale quel fatidico pomeriggio in cui a Matinella di Albanella furono massacrati, con 72 coltellate i due
coniugi rinvenuti solo a tarda sera senza vita nell’abitazione del rigattiere. Il processo potrebbe entrare nel vivo già alla prossima udienza, fissata per il 3 giugno, quando saranno ascoltati
altri 8 testimoni. -
INSERITO DA DANIELA CAIRA
